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Il nuovo portale di Pietro Lo Conte
Doppia sconfitta PDF Stampa E-mail
Scritto da Pietro Lo Conte   
Venerdì 25 Giugno 2010 09:15

Non salgo anch'io sul carro del "ve l'avevo detto", soltanto perchè non l'avevo scritto anche se abbondantemente previsto e, forse, auspicato.

Molti pensieri, sicuramente di sconforto, mi stanno passando per la mente e questa volta, una volta tanto, ho voglia di fotografarli. Ma mi sto accorgendo che non riesco a separare la sconfitta dell'Italia come squadra di calcio, dalla sconfitta molto più importante dell'Italia come sistema paese. Le mie riflessioni spazieranno dal calcio alla politica, certi concetti che esprimerò saranno sicuramente bivalenti, sia dal punto di vista sportivo che sociale.

Di errori ne sono stati fatti tanti, troppi. In tutti i campi, dal Sudafrica a Roma.

Non entro nel merito dei valori sportivi e sulla legittimità di un'eliminazione. Può capitare che si sbagli una preparazione, che in un certo momento storico il campionato non esprima grandi talenti, che un arbitro, un palo, un infortunio o un rimpallo impediscano un percorso che poteva e doveva essere diverso. Quello che avevamo avuto in più dalla sorte, quattro anni fa, lo abbiamo ricevuto in meno questa volta e forse è giusto così. In fondo il grande slam, la vittoria ovunque dell'Inter di quest'anno, è stato un grosso indizio sui veri valori dell'attuale generazione calcistica. Il calcio italiano è stato dominato dalla squadra che aveva tutti stranieri, dove l'unico dal nome italiano, Balotelli, era di origine ghanese e più abbronzato di Obama, ma non è stato neanche convocato.

Della serie "non tutti i mali vengono per nuocere" penso che sia stato un bene uscire subito dalla competizione, perchè è proprio questo genere di eventi che come schiaffi improvvisi in faccia a bambini viziati, possono portare ad esami di coscienza e assunzioni di responsabilità che altrimenti verrebbero rimandati, prorogati in eterno come certi decreti scomodi del governo.

E' l'occasione per gli italiani (sportivi e non) di svegliarsi finalmente, di riuscire a capire che il mondo non è sempre a nostra disposizione, per soddisfare i nostri capricci, i nostri vizi. Niente è dovuto al caso o alla nostra solita, maledetta, arte d'arrangiarci. Le grandi conquiste non si ottengono grazie all'estro estemporaneo di qualche talento di passaggio, ma con la programmazione, il sacrificio, l'umiltà, valori che avevamo e che abbiamo irrimediabilmente perso, in tutti i campi.

Quattro anni fa la vittoria, inaspettata quanto mai gradita, servì come colpo di spugna per dare un senso di pulizia ad un mondo che aveva appena mostrato la sua faccia peggiore, quella di calciopoli. Tutti noi esultammo, essendo pienamente coscienti che non era stata vera pulizia, ma soltanto un passaggio di panno superficiale, una spruzzata di acqua di colonia a coprire un fetore che non era stato sradicato, ma soltanto celato maldestramente.

Stessa cosa è successa ad un livello più alto della nostra società. "Mani pulite" non ha sanato l'Italia, ha soltanto messo in evidenza una tendenza di corruzione diffusa e di malaffare che, paradossalmente, ora si è enormemente accentuata e incancrenita, proprio come un tumore inguaribile che a seguito di un intervento chirurgico invece di risolversi esplode in mille metastasi. Per uscire da quello scandalo, invece di agire come avrebbe fatto qualsiasi altro paese civile, punendo i colpevoli, è stato depenalizzato il falso in bilancio, è stata istituzionalizzata la corruzione, come un enorme condono, solito bieco mezzo di scambio che, invece di dimostrare quale via non s'ha da prendere, ci rende tutti partecipi e complici di una situazione ormai insostenibile.

Il guaio dell'Italia non sono i politici o i commissari tecnici, ma sono gli italiani che li votano e li sostengono, che li viziano e li ammirano, con la loro atavica voglia di fregare il prossimo, con una lungimiranza inferiore a quella di una farfalla che ha solo poche ore di vita. Possibile che non ci si renda conto che in questo modo non si creeranno mai le condizioni per i nostri figli di vivere una vita, che ne so, magari anche migliore? Possibile che gli italiani, da sempre noti per la loro estrema generosità, disponibilità, apertura mentale, siano diventati un popolo di superficiali egoisti senza scrupoli, senza idee e senza cervello? Questo è uno dei motivi per cui noi italiani non facciamo più figli. Pensiamo soltanto a noi stessi e avere dei figli sarebbe un impegno con il futuro che non siamo più in grado di assolvere.

Come se ne esce? Per quanto riguarda il calcio poco importa, basterà puntare più sulle nuove generazioni, creare le condizioni perchè si trovino maggiori stimoli, basterà ritrovare l'umiltà di aprire le porte ai figli di quegli extracomunitari che oggi stanno silenziosamente, ed a fatica, trascinando la nostra economia, quello che ne resta, con la loro opera sommersa di lavoro, nero, ma per gran parte onesto.

Per quanto riguarda la nazione, invece, la vedo molto più dura. Finchè si lascia l'Italia in mano a personaggi che vivono "borderline" con la legalità e che convivono quotidianamente ed istituzionalmente con i conflitti d'interesse, che si affidano dicasteri a persone dal dubbio passato, ad esempio soltanto per consentirne il "legittimo impedimento", finchè si accetteranno con la stessa ignavia dei calciatori italiani in Sudafrica, tagli fatti con l'accetta a progetti e sogni di chi ha buona volontà, invece di requisire i beni a chi li ha invece rubati, non si andrà avanti, anzi, si continuerà a cadere nel baratro più profondo.

E a questo punto non ci resta che tifare per un'altra squadra, sicuramente più meritevole della nostra.

Ultimo aggiornamento Venerdì 25 Giugno 2010 09:27
 
La raffinazione dei rifiuti PDF Stampa E-mail
Scritto da Pietro Lo Conte   
Giovedì 25 Marzo 2010 08:34
Circa due anni fa scrissi di almeno un paio di alternative esistenti, più intelligenti ed economiche rispetto alla discarica ed al termovalorizzatore di vecchia concezione, per il trattamento dei rifiuti urbani. Naturalmente non erano e non sono invenzioni del solito partito del "NO", infatti gli studi, le esperienze e le applicazioni reali continuano, nel silenzio generale. C'era persino chi aveva messo in dubbio l'esistenza del prof. Paolo Plescia che ha dedicato alla soluzione THOR, molti anni della sua ricerca presso il CNR.
A proposito del Prof. Paolo Plescia, questa è la registrazione, con il metodo Slidecast, di un suo intervento recente (6 febbraio 2010) durante un convegno sulla raffinazione dei rifiuti tenutosi a Senigallia.
L'intervento del Prof. Plescia è piuttosto tecnico e lungo (47 minuti) ma si fa ascoltare volentieri ed è naturalmente molto interessante. La raffinazione dei rifiuti
Ultimo aggiornamento Venerdì 14 Maggio 2010 22:13
 
Stavamo meglio... PDF Stampa E-mail
Scritto da Pietro Lo Conte   
Martedì 19 Gennaio 2010 20:59
Prendo spunto da una domanda che mi è stata posta tra i commenti ad un post del blog di Ezio: come ci troviamo ora che siamo tornati in Italia? Ormai sono passati ben 18 mesi dal nostro rientro e non possiamo negare la dura realtà... stavamo meglio quando stavamo peggio!
Ad Huntsville ci stavamo proprio bene, anche se lontani dagli affetti, a volte ci sentivamo molto più vicini a tutti.
Racconto anche qui l'episodio odierno che spiega molto chiaramente il motivo per cui non aggiorno più così frequentemente questo sito... non ne ho il tempo!
Gianna aveva fissato per oggi la sua annuale visita specialistica, naturalmente privata altrimenti la visita non sarebbe stata possibile prima di 8 mesi...
L'appuntamento era per le 17 in zona Salaria all'altezza di Piazza Vescovio. Gianna e Francesca sono partite da casa alle 15 con l'autobus (ne hanno presi tre per fare pochi chilometri di città) e mi hanno raggiunto in ufficio dalle parti della Stazione Termini (tanto era di strada...). Ci siamo quindi avviati in automobile (eccezionalmente stamattina mi ero recato in ufficio motorizzato, un lusso per pochi...) e dopo un'altra ora siamo giunti davanti alla clinica, alle 17 puntuali come orologi svizzeri (è facile partendo 2 ore prima da casa...).
Ultimo aggiornamento Giovedì 11 Febbraio 2010 15:22
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Temporale PDF Stampa E-mail
Scritto da Pietro Lo Conte   
Giovedì 11 Febbraio 2010 14:55
temporaleCorrere, correre, correre. Ho deciso di fermarmi un attimo, ritagliare qualche minuto del mio tempo per riflettere.
Vorrei dedicare un piccolo pensiero ad un carissimo amico che in queste ore ha vissuto una delle tragedie più grandi che un uomo possa vivere e subire. Perdere all'improvviso la persona amata, la propria compagna di vita, la madre dei propri figli, la persona su cui e con cui aveva costruito il grande progetto della propria famiglia, è un'esperienza straziante, allucinante, impossibile da comprendere.
Quando ci raggiungono notizie del genere, veniamo sconvolti dall'interno, ci rendiamo conto di essere completamente impotenti, non riusciamo neanche a comprendere quanto siamo piccoli e deboli nei confronti di certi eventi, infinitamente più grandi di noi.
Ultimo aggiornamento Lunedì 31 Maggio 2010 08:12
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Israele: un viaggio, alcune riflessioni PDF Stampa E-mail
Scritto da Pietro Lo Conte   
Sabato 21 Novembre 2009 16:08
Raccontare Israele e come fare un riassunto delle puntate precedenti, un ripercorrere all’indietro tutte le tappe della nostra storia, della nostra cultura, della nostra civiltà. In ogni istante del viaggio ci tornano in mente esperienze, conoscenze recondite della nostra vita, immagini conservate nei cassetti dei nostri ricordi e che affiorano prepotentemente all’improvviso come un film rivisto e rivissuto mille volte.

Per chi crede, non importa quale nome possa avere il proprio Dio, è “il” luogo sacro per eccellenza, la terra che ha consentito all’uomo di entrare in contatto fisico con la propria divinità. Per chi non crede è comunque un’esperienza unica, una tentazione, una sensazione che segna dentro, in qualche modo, indelebilmente.

Israele è l’apoteosi delle contraddizioni, l’esempio più lampante di quanto l’uomo possa essere stato (e sia ancora) assolutamente irrazionale e intollerante, nei rapporti con i propri simili, nell’assurda altalenanza della sua “breve” storia.

E’ la terra dove il tempo si è fermato, dove certi valori sono ancora incredibilmente forti e radicati nella gente, oggi esattamente come 2000 o 3000 anni fa.

Ultimo aggiornamento Giovedì 24 Dicembre 2009 09:22
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