
Correre, correre, correre. Ho deciso di fermarmi un attimo, ritagliare qualche minuto del mio tempo per riflettere.
Vorrei dedicare un piccolo pensiero ad un carissimo amico che in queste ore ha vissuto una delle tragedie più grandi che un uomo possa vivere e subire. Perdere all'improvviso la persona amata, la propria compagna di vita, la madre dei propri figli, la persona su cui e con cui aveva costruito il grande progetto della propria famiglia, è un'esperienza straziante, allucinante, impossibile da comprendere.
Quando ci raggiungono notizie del genere, veniamo sconvolti dall'interno, ci rendiamo conto di essere completamente impotenti, non riusciamo neanche a comprendere quanto siamo piccoli e deboli nei confronti di certi eventi, infinitamente più grandi di noi.
La nostra vita è una faticosa camminata sotto un violento temporale, c'è chi si bagna fradicio, chi ha la fortuna di avere un ombrello e chi invece, assolutamente a caso, viene colto in pieno, all'improvviso, da un violento fulmine. E noi che facciamo? Ci spaventiamo per un attimo, ma subito ricominciamo a camminare sotto la pioggia, dispiaciuti per l'amico che ci ha lasciati, ma in qualche modo sollevati per averla scampata, almeno per questa volta.
Non è giusto, non è razionale. Ho una tremenda rabbia, che mi assale e mi divora il fegato. E' normale che nella vita ci si pongano degli obiettivi, si abbiano dei sogni da realizzare. A fatica, con grandi sacrifici, rinunce, speranze, può capitare che si riesca ad intravedere all'orizzonte l'agognata meta e poi, improvvisamente, finisce tutto, senza possibilità di tornare indietro. Senza poter neanche alzare un dito per alleviare la sofferenza della persona amata. Almeno per salvare il salvabile.
Penso a quei bambini che cresceranno senza una mamma, il pilastro su cui ognuno di noi ha costruito la propria esistenza. Da oggi in poi in ogni istante della loro vita si chiederanno il perchè: perchè la loro mamma se n'è andata così presto? Perchè questa cosa è capitata proprio a loro?
Sono domande che fanno tanto male al cuore, soprattutto perchè le risposte non potremo mai trovarle su questo mondo.
L'unica speranza che abbiamo è che ci sia veramente una ragione, da qualche parte, su un'altra dimensione, tutto il resto è nullità.
Coraggio Andrea, cerca di trovare quella forza che in questo momento io non trovo, non riesco a chiamarti, non riuscirei a guardarti negli occhi, scoppierei in lacrime e ti farei soffrire ancora di più. Ma, per quanto ti possa servire, sappi che, in un certo senso, riesco a comprendere cosa stai provando, ti sono tanto vicino. Anch'io 6 anni fa camminavo sotto lo stesso temporale, stringendo nella mia mano quella di mia moglie. Quella volta, il fulmine che era diretto verso di lei, cambiò la sua direzione all'ultimo momento. Fummo fortunati, graziati, miracolati, ma certe sensazioni non le dimenticheremo mai.
Un grandissimo abbraccio.